ZONA NERA: Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto 1944: CHI? – [6.2]

 

nazifascismo-1

Tedeschi nazisti e italiani fascisti 

a) le spie nazifasciste 

Stabilire una cifra precisa di spie, delatori, guide, che collaborarono con i nazisti non è ovviamente possibile[1]: si va da esponenti di gruppi fascisti locali a finti disertori italiani e tedeschi, a elementi delle SS italiane. Gli unici nomi che risultano dalle testimonianze sono:

L’ufficiale SS Rudolf Sebastiani alias “Joseph da Merano”, di origini altoatesine e quindi bilingue, che si spacciava per disertore ed era stato “arruolato” nelle formazioni partigiane della zona, precisamente in quella di Bandelloni. Ne parla Mencaraglia in Gierut.[2] Scappò il 4 di agosto e fu visto a Valdicastello, dopo la strage, indicare ai commilitoni quelli che dovevano essere portati a Nozzano, sede della 16° divisione. poi fucilato. Un certo “Rolland”. Nella formazione Bandelloni risulta un certo Aldemar, fucilato dai partigiani[3]: il “Polacchino”, un ufficiale dei servizi segreti delle SS biondo ed esile, di probabile origine polacca, forse un soprannome di Rudolf Sebastiani.

b) Le forze nazifasciste[4]

Il gruppo d’assalto responsabile dell’eccidio di Sant’Anna nel suo complesso non è costituito da elementi omogenei.[5] Le forze acquartierate in zona (di cui solo alcune hanno partecipato all’eccidio) sono:

Wermacht

M42 SD Heer

M42 Heer

Heer[6]:

La 14ª Armata  (14. Armee/Armeeoberkommando 14 (AOK 14) in seguito alla rottura del fronte nel maggio 1944, si è ritirata sul lato occidentale della Linea Gotica.

Unità operative:

LXXVI. Panzerkorps:  

a) 20° Luftwaffen –Feld – Division, due battaglioni di fanteria leggera che presidiano il settore costiero. Le le Felddivisionen della Luftwaffe passano allo Heer il primo novembre 1943.

a)  Festungs-Brigade 135, di cui la 2° Compagnia, Festungs- Bataillon 905, fanteria di fortezza[7], e Festung-Battallon 906 impegnata in azioni di rastrellamento in zona[8].

b) Una compagnia del 504° Panzer – Abteilung  e le sue officine, a Capezzano.

c) La sezione informazioni (Ic-Abteilung) dello stato maggiore della 14° Armata (Armeeoberkommando 14) durante la sua permanenza in Toscana, nei mesi di luglio agosto e settembre 1944.  Dal 17 luglio al 4 settembre, il comando fu all’Abetone.

d) Allievi della Scuola Militare Alpina di Mittenwald[9], Lehr-Bataillon Gebirgsjäger-Schule Mittenwald, (dislocati fra Ruosina e Stazzema)[10].

e) Alpini del Lehr Schule Bn. “Mittenwald” nella valle del Serchio, costruzione della linea gotica periodo luglio-agosto 1944.[11]

f) Alpini dell’Hoch Gebirgs Regiment 3 dislocati (a Ruosina) nella zona dell’Altissimo[12] e ad Aulla[13].

German Waffen SS M42 Camo EF64 Combat Helmet

German Waffen SS M42 Camo EF64 Combat Helmet

Waffen SS[14] (sempre sotto il LXXVI. Panzerkorps)

a) Le quattro compagnie[15] (VI, VII, VIII, V)[16] del II Battaglione, 35° Reggimento, 16° Divisione Waffen SS di fanteria meccanizzata “Reichsführer” (16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer-SS)[17] del generale Max Simon[18], (comandante di divisione), acquartierate a Nozzano e attestati il 5 agosto nella zona detta del Baccatoio, tra Pietrasanta e Valdicastello[19]. Il comandante di Battaglione è il capitano SS Anton Galler[20]; il comandante di Reggimento è Karl Gesele[21]. Alle ore 21.40 del 7 agosto 1944 viene richiesto espressamente lo sblocco del “II/SS 35” (da intendersi come II Battaglione del 35° Reggimento SS) per un’azione contro le bande nella zona a nord e nord-ovest di Camaiore (esattamente quella di Sant’Anna di Stazzema)[22]

b) Un’altra struttura funzionale alle esigenze della Divisione era la Scuola di Addestramento alla Battaglia, SS-Feld-Ersatz-Bataillon 16, che aveva sede a Canova (Aulla), ed era comandata dall’Haupsturmfuhrer Kandian[23][24]:  soldati del Battaglione Addestramento Divisionale erano alloggiati anche nella zona di Ripa – Vallecchia – Seravezza[25] ove era situata la scuola di addestramento per sottufficiali comandata dal Obersturmführer  (Capitano) Max Paustian.[26]

b) Reclute della divisione SS (fra Ruosina e Stazzema) con aggregata dal giugno ’44 la 4 /SS-Panzer-Aufklärungs-Abteilung 16 (4° compagnia del Battaglione Esplorante)  di Walter Reder composta da alsaziani.[27] L’Ic  (capo del “servizio informazioni” della divisione) è il  maggiore Helmut Loos. [28]

Italiani

a) Reparti della Repubblica Sociale ovvero 36°Brigata Nera[29] di Lucca[30] e il suo distaccamento di Camaiore – circa 20 uomini – comandato dal tenente Ernesto Cirillo, che aveva fatto parte del 3° plotone della 1° squadra comandata da Gino Vivarelli. A Camaiore, nel ribattezzato Palazzo Littorio, ha sede un distaccamento della Brigata Nera, colpevole di numerosi omicidi:  qui operano Francesco Casamassima detto “Franco”,  nominato commissario repubblichino di Pietrasanta e Camaiore proprio il 12 agosto,  e il viareggino Ernesto Cirillo[31]teschio-bn

b) Collaborazionisti locali. Il collaborazionismo, una struttura di controllo della potenza occupante sulla popolazione occupata, ha una struttura piramidale con un vertice decisionale e una base operativa  formata da elementi di ogni classe sociale. Lo scopo è il controllo e la repressione dei movimenti eversivi. In Italia, il regime della RSI costituisce il vertice collaborazionista verso il III Reich, il corpo e la base – di grande importanza per il nazifascismo durante la II guerra mondiale – permettono la capillarizzazione del sostegno al regime a tutti i livelli (burocratico, armato, spionistico – delatorio etc) del potere nazifascista: uno strumento essenziale nella lotta contro i movimenti di resistenza. Si può presumere, data la matrice ideologica della Versilia, che qui i collaborazionisti non coatti furono molti [32]. Per l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema sono stati indagati: Francesco Gatti, Egisto Cipriani, Guido Buratti,Carlo Pocai, Severina Bottari e la madre, Aleramo Garibaldi, Giuseppe Ricci con accusa di collaborazionismo

Peraltro, ci sono esempi di antifascismo anche dietro le cariche fasciste, come l’avvocato Alcide Sarti commissario prefettizio di Pietrasanta[33]. O di iniziali aderenti al fascismo divenuti poi strenui oppositori, come il dottor Guglielmo Lippi Lorenzoni, entrambi fucilati dai nazisti.[34]

c) SS Italiane [35](1. Sturmbrigade der Italienische Freiwilligen Legionen). il IX battaglione di SS italiane è di stanza a Lucca, al comando del Seniore Francesco Tognetti[36] e conta circa 700 uomini.[37] 784px-Waffen_ss_italiane_estate_1944

elmetto SS italiane

elmetto SS italiane

Tra essi, il maresciallo SS Rudolf Sebastiani, alias Joseph da Merano, infiltratosi nella Banda Bandelloni fino ai primi di agosto. Inoltre due pietrasantini, Francesco Gatti ed Egisto Cipriani, furono riconosciuti dal fratello dell’ex partigiano Nicola Badalacchi tra le SS italiane (Gierut). Non furono mai condannati.

 

 

d) Elementi della Decima MAS[38] 

Già prima dell’8 settembre ’43, la Decima aveva distaccato da La Spezia a Bocca di Serchio, nella tenuta “Savoia”, una scuola segreta per incursori subacquei da utilizzare nei mezzi d’assalto. Dopo l’armistizio di Cassibile, è ricostruita da Valerio Borghese e si sposta alle Focette, frazione di Lido di Camaiore, nella ex Colonia Montecatini. Qui si addestrava l’equipaggio dei barchini esplosivi. Accanto, si trovava infatti la scuola “Gruppo Ardimento Giobbe” dove i marò si allenavano per le operazioni belliche. La sede viene smantellata nell’estate del ’44, molti disertano. La Xa MAS  era di stanza a La Spezia, al comando del Ten. Umberto Bertozzi di Cologno (PR).

Distintivo

Distintivo

X MAS

X MAS

 

 

 

 

 

 

c) Battaglione Intra[39] della Divisione Alpina Monte Rosa, costituita dalla Repubblica Sociale per combattere in ambito montano a fianco dell’esercito tedesco e attestata in questo periodo tra il fiume Serchio e le Alpi Apuane. Una batteria è sull’Altissimo[40]. Il motto è “Viva la Morte”.

Intra Monterosa

Intra Monterosa

 

 

 

 

http://www.inilossum.com/2gue_image/2guerr5173.gif

http://i42.tinypic.com/213f0xc.jpg


[1] Carlo Gentile, I crimini di guerra tedeschi in Italia pg 61

[2] Gierut, testimonianza Mencaraglia

[3] Gierut, pg38

[4] Carlo Gentile, I crimini di guerra tedeschi in Italia; Paolo Pezzino; Luz Klinkhammer

[5] “…lo stesso Generale SIMON, nella dichiarazione volontariamente rilasciata il 20.11.46, quando era prigioniero di guerra, ha confermato che nelle operazioni contro i partigiani «le unità di battaglia erano costituite con tutte le truppe disponibili in base alla situazione» e, addirittura, «si facevano intervenire colonne supplementari e altre sezioni della retroguardia; inoltre si utilizzavano frequentemente soldati di altre formazioni Tedesche ed unità italiane», circostanza confermata anche nella dichiarazione resa nel corso del dibattimento a suo carico condotto a Padova nel giugno del 1947, dove ha ribadito che «l’ordine era di fare ricorso a tutti i mezzi militari con tutti gli uomini a disposizione». http://www.difesa.it/Giustizia_Militare/rassegna/Processi/Sommer_Schoneberg_Bruss/Pagine/9individuazionedeiresponsabili.aspx ; Max Paustian, internato a Wolfsberg, in un interrogatorio reso il 17 febbraio 1947. I compiti assegnati alla divisione erano: “1) protezione della costa ligure contro eventuali sbarchi alleati; 2) all’avvicinarsi del fronte, diretto impegno e partecipazione all’azione; 3) impiego contro possibili attività partigiane nella zona della divisione. Questo ultimo compito, in conformità agli ordini emanati dal Gruppo Armate Sud di cui sono a conoscenza, veniva applicato da tutti i reparti. http://memoria.comune.massa.ms.it/sites/memoria.comune.massa.ms.it/files/stragilineagotica2%20.pdf

[6] Esercito di terra.

[7] Carlo Gentile, op. cit pg

[8] http://www.regione.toscana.it/documents/10180/347901/Azioni_tedesche_contro_i_civili_in_Toscana.pdf/7a6237f9-e1f3-4256-a033-2ab77a8e85f8

[9] Lehr-Bataillon Gebirgs-Jäger-Schule Mittenwald, denominato anche Gebirgsjägerschule Kommando Italien, Kommandostab Ruchti e Bataillon Ruchti.

[10] Secondo Gentile (pg240), questi svolsero un lavoro di perlustrazione il cui rapporto fu inviato alle truppe dal comando del LXXV corpo d’armata, il cui generale fino al luglio ’44 è Anton Dostler.

[11] http://digilander.libero.it/historiamilitaria/strauss_hochgebirgs.htm

[12] Gentile, pg259, testimonianza Walter Blattmann

[13] http://194.242.233.149/ortdb/it/ortdbxp.php?S1=hoch&Feld1=alle&S2&Feld2=alle&S3&Feld3=alle&Seite=1&Op=AND&Modus=trunkiert&Zeilen=10  secondo questa fonte, il reggimento sarebbe stato nella zona di Arni dal 25/8/1944. E il 15.08.44 si trovava a Castelnuovo di Garfagnana.-Bagni di Lucca.

[14] le Wafen SS facevano storia a sé. Erano formalmente subordinate all’OKH nell’impiego ma rimanevano indipendenti da tutti i punti di vista, organizzativo, dei rifornimenti etc. Fu proprio questa dicotomia e rivalità/scontro tra Waffen SS e Wehrmacht che soprattutto verso la fine della guerra provocò parecchi inghippi e rallentamenti nei rifornimenti . Ad esempio alla fine della guerra si trovarono depositi pieni di armi nuovissime non assegnate proprio perché se le litigavano l’esercito e le Waffen SS.

Dopo l’attentato di Via Rasella e la strage delle Fosse Ardeatine, si era creato un dissidio tra l’esercito e le SS, in particolare tra i rispettivi comandanti KESSELRING e WOLFF. Il contrasto fu risolto nel maggio del 1944 attribuendo all’esercito, e quindi a KESSELRING, la responsabilità delle operazioni contro i partigiani nelle zone di operazioni militari, quelle più calde e più importanti, nelle quali pertanto anche le SS dovevano uniformarsi alle sue direttive. Nelle altre zone, invece, la responsabilità rimaneva alle SS, ma pur sempre in accordo con le linee generali di KESSELRING.

[15] V Bonzelet, Martin Janssen, Oberstumfuhrer K. WOLFF; VIII Beckert; VI Lippert; VII Sommer; http://www.difesa.it/Giustizia_Militare/rassegna/Processi/Sommer_Schoneberg_Bruss/Pagine/7Laricostruzionedeifatti.aspx

[16] [Sentenza del processo di La Spezia]. La nuova divisione si articolava in due reggimenti di Panzergrenadier, ciascuno diviso in tre battaglioni, formati a loro volta da quattro compagnie. Ciascun reggimento era inoltre dotato di una compagnia di comando e di tre compagnie di unità di supporto reggimentali. La divisione contava inoltre un reggimento di artiglieria, un reparto esplorante corazzato, unità della contraerea, del genio, delle trasmissioni, e unità dei servizi logistici. A metà giugno 44 tuttavia, la Divisione era ancora carente di organico, con le ultime reclute (anche 17enni) alle prime armi e senza equipaggiamento completo. II Battaglione il 5 agosto si attesta nella zona del Baccatoio, tra Pietrasanta e Vadicastello. Comprende 300 uomini e pochi ufficiali. Il comandante di Battaglione è Anton Galler. [Gentile, pg 227] Sotto il comando del Generale SIMON, la 16a occupò con le proprie truppe le città di Lucca, Camaiore, Pietrasanta, Massa, Carrara, Castelpoggio, Sarzana, Fosdinovo, Canova, Soliera, Licciano, Comano ed altri piccoli paesi. In quel modo riuscì a costituire una vera e propria catena di fortini, che dalle Alpi giungeva fino al mare, posizionati in modo tale da proteggere le loro vie di comunicazione e da fronteggiare in maniera efficace gli attacchi partigiani.[processo La Spezia]

[17] Willi HAASE, un militare delle SS appartenente alla V Compagnia, II Btg., 35° Rgt. della 16a Divisione SS, il quale aveva disertato il 7 settembre 1944, e fu fatto prigioniero di guerra dagli americani pochi giorni dopo. Nell’interrogatorio reso alla Commissione d’indagine U.S.A. (composta dal Maggiore BOOTH, dal Maggiore WEXLER e dal Maggiore CUNDIFF della V Armata, con la collaborazione del primo Lt. W. DE WALL quale interprete) il 16.09.1944 a Livorno, quindi dopo poco più di un mese dagli accadimenti, il militare tedesco confermò che l’intera 5a Compagnia, insieme a tutto il II Battaglione (che in quel periodo contava 250/300 unità, suddivise in quattro Compagnie: la 5a, la 6a, la 7a e l’8a), si trovava nella zona di Sant’Anna.

http://www.difesa.it/Giustizia_Militare/rassegna/Processi/Sommer_Schoneberg_Bruss/Pagine/9individuazionedeiresponsabili.aspx

[18] Max Simon, infine, era stato addirittura già condannato a morte da un tribunale militare russo per i crimini commessi dalla Totenkopf durante lo sgombero di Kharkov [Sentenza di La Spezia; http://www.difesa.it/Giustizia_Militare/rassegna/Processi/Sommer_Schoneberg_Bruss/Pagine/9individuazionedeiresponsabili.aspx

La 16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS (16ª divisione volontari delle Waffen SS di fanteria meccanizzata o Panzergrenadier “Reichsführer”) fu costituita nel novembre 1943, in seguito all’ampliamento della Sturmbrigade Reichsführer-SS (Brigata d’assalto Reichsführer-SS), con l’arruolamento di volksdeutsche.
Il grosso della divisione ripartita in diversi Kampfgruppen (gruppi di combattimento) stazionò in Italia dal maggio 1944 al febbraio 1945. Durante la permanenza in Italia la divisione contrastò lo sbarco anglo-americano ad Anzio e Nettuno, ritirandosi poi attraverso Siena e Pisa fino in Versilia. Dal 24 luglio la divisione aveva fissato il suo quartier generale a Nozzano, vicino a Lucca; poi con l’arretramento del fronte un’altra sede fu fissata a Camaiore, e quindi a Massa, fino al 31 agosto. http://www.comune.massa.ms.it/documenti/memoria/orazionePezzino.pdf

Nell’agosto 1944 alcuni reparti della divisione si resero responsabili di numerose atrocità ai danni della popolazione civile: quattro compagnie del II battaglione del 35. reggimento a Sant’Anna di Stazzema il 12 agosto; ancora effettivi del 35. reggimento a Vinca (170 morti) il 24 agosto; infine a Marzabotto (Bologna) dove tra il 29 settembre e il 1º ottobre 1944 furono trucidate circa 750 persone. Per l’eccidio di Marzabotto l’unità responsabile fu il 16. reparto corazzato di ricognizione (SS Panzer Aufklarung Abteilung 16) comandato dal maggiore (Sturmbannführer) Walter Reder. Nel febbraio 1945 la divisione venne trasferita in Ungheria per cercare di liberare le unità tedesche rimaste intrappolate a Budapest (Operazione Frühlingserwachen).
In seguito al fallimento dell’offensiva, la divisione si ritirò in Austria, dove si arrese alle truppe inglesi nei pressi di Klagenfurt nel maggio del 1945.

[19] Dal 24 luglio la divisione fissò il suo quartier generale a Nozzano, vicino a Lucca; poi con l’arretramento del fronte un’altra sede fu fissata a Camaiore, e quindi a Massa, fino al 31 agosto. http://memoria.comune.massa.ms.it/sites/memoria.comune.massa.ms.it/files/stragilineagotica2%20.pdf

[20] Max Simon (e il suo successore Baum) erano stati alla testa della Totenkopf come altri ufficiali, tra cui Reder. Lo stesso Anton Galler, che del II Battaglione era Comandante al momento della strage di Sant’Anna, vi avevano prestato servizio. Galler era stato indiziato per le uccisioni di civili nella Polonia occupata

[21] Obersturmbannfuhrer  ( Comandante superiore di battaglione SS) era  il comandante di reggimento,  nel 1941-1942 capo di stato maggiore della SS-Kavaleriebrigade, l’unità che aveva avviato le azioni di sterminio degli ebrei in Ucraina e Bielorussia nell’estate del 1941. http://www.comune.massa.ms.it/documenti/memoria/orazionePezzino.pdf

[22] diario giornaliero del LXXV Corpo d’Armata, da cui dipendeva la 16a Divisione SS e, quindi, il II Battaglione. www.difesa.it

[23]  http://194.242.233.149/ortdb/it/ortdbxp.php?S1=SS-Feld-Ersatz-Bataillon+16&Feld1=alle&S2=&Feld2=alle&S3=&Feld3=alle&Op=AND&Modus=trunkiert&Zeilen=10&submit=Invia;  DHI Roma

© 2004 Deutsches Historisches Institut in Rom – Istituto Storico Germanico di Roma Comunicazioni webmaster@dhi-roma.it – Redazione biblinf@dhi-roma.it

http://www.difesa.it/Giustizia_Militare/rassegna/Processi/Sommer_Schoneberg_Bruss/Pagine/9individuazionedeiresponsabili.aspx. Di questo nome non risulta traccia, forse è un errore di trascrizione.

[24]

[25] http://www.toscananovecento.it/custom_type/il-terribile-agosto-del-1944-a-nord-delle-alpi-apuane/?print=print; 30/1/2016 indicato come link bloccato per contenuti potenzialmente pericolosi. Nella zona di Ripa-Vallecchia-Seravezza.

[26] http://www.difesa.it/Giustizia_Militare/rassegna/Processi/Sommer_Schoneberg_Bruss/Pagine/9individuazionedeiresponsabili.aspx

[27] Il 9 agosto Reder si trova a Pietrasanta. A pagina 16 degli atti del 1951, rigo 13, si legge. “Compare al Baccatoio, frequentava di certo villa Barsanti. Comandava un reparto ritirato dal fronte ed adibito a funzioni di sicurezza sul retro del fronte di appartenenza… Nei giorni 11 e 12 agosto 1944 le sue truppe arrivano nella zona fra Carrara e la sua Marina. A Isola di Carrara fissò il suo primo posto di comando. Infine coi suoi piccoli reparti, l’11 agosto arrivò anche a Ruosìna, dove stabilì il suo secondo posto di comando. E con la 4^ Compagnia pose un presidio anche a Seravezza, forse nella villa Pilli, notoriamente, in quel tempo, occupata dalle SS,” http://renatosacchelli.blogspot.it/2011/07/il-criminale-nazista-walter-rederanche.html

[28] In Italia Looss giunse nella seconda metà del luglio 1944 e immediatamente si insediò alla guida dell’ufficio informazione (IcAbteilung) della Reichsführer. Questa era la struttura maggiormente coinvolta nell’attività di controllo del territorio nelle operazioni antipartigiane, l’organo di direzione dell’attività informativa dei comandi militari presso il quale erano raccolte ed elaborate tutte le informazioni sulla situazione e sull’attività avversaria, sia riferita agli eserciti avversari al fronte, sia alle formazioni partigiane, e responsabile per la condotta delle operazioni repressive nelle retrovie. Non è per niente casuale che l’ “impennata” di violenza che caratterizzò le attività antipartigiane e i rapporti con la popolazione civile da parte della divisione sia stata contemporanea all’entrata in servizio di Looss. Alcune testimonianze di ufficiali e soldati fanno esplicito riferimento al ruolo di primo piano rivestito dall’ufficiale in questo ambito di azione: le principali operazioni antipartigiane, stragi e rappresaglie compiute dalla divisioneSant’Anna di Stazzema, Bardine, Vinca, Marzabotto- e senz’altro anche una parte di quelle di minore entità, sarebbero state eseguite, infatti, secondo piani elaborati dal suo ufficio o su disposizioni da lui personalmente emanate(… ) [Carlo Gentile]

[29] Paoletti. La 36° era la brigata nera  “Mussolini”di Lucca, comandata da Udreno Utimperghe. Nei mesi precedenti, forse su iniziativa di Piazzesi, si erano costituiti in lucchesia dei gruppi di Fascisti Armati denominati Compagnie della morte” o “Mai Morti”. I componenti di tali gruppi confluirono tutti nella Brigata Nera “Mussolini”.

[30] Lidia Maremmani, frequentatrice degli ambienti nazifascisti, testimonia nel ‘46 che gli autori del fatto di Sant’Anna venivano da Lucca. Paoletti, aggiustata, pg 199

[31] Bergamini e Bimbi

[32] Testi sulla Versilia fascista: Giorgio Giannelli, La Versilia in camicia nera – 1986 Versilia Era Fascista – 1987 La Versilia rivendica l’Impero – 1988;Thomas Mann, Mario e il Mago, http://www.germanistica.net/2015/06/24/mario-e-il-mago-thomas-mann-e-luchino-visconti-raccontano-litalia-fascista-2/

[33] Accusato di consentire l’approvvigionamento di viveri alle formazioni partigiane che si trovavano sulle montagne della zona. [Dopoguerra in provincia: microstorie pisane e lucchesi, 1944-1948, di Carla Forti pg 28]

[34] http://iltirreno.gelocal.it/regione/2014/06/17/news/trucidato-dai-nazisti-lo-psichiatra-lucchese-che-anticipo-basaglia-1.9442635

[35] Pezzino, Sant’Anna di Stazzema, pag 77. Per una trattazione più ampia vedasi “Le SS italiane”, Lazzaro Ricciotti, Le SS Italiane.

[36] Paoletti, Una strage aggiustata, pg 198

[37] Nicola Badalacchi sul Tirreno, 17 agosto 2000. Classe 1921, conosciutissimo con il soprannome di “Topo”, Nicola aveva iniziato la militanza partigiana nella formazione “Mulargia”, agli ordini di Marcello Garosi, prendendo parte ai combattimenti di Altagnana e di Forno. Protagonista di numerose azioni nel corso dell’estate del 1944, prese parte alla Liberazione di Camaiore e Pietrasanta. Successivamente si arruolò con altri partigiani nel Gruppo di Combattimento “Friuli”, impiegnato sul fronte di Bologna fino al termine della guerra. http://www.versiliatoday.it/2012/12/26/e-morto-topo-il-partigiano-nicola-badalacchi-partecipo-alla-liberazione-di-camaiore-e-pietrasanta/

[38] La Decima MAS (inizialmente Motobarca Armata SVAN) era la Decima Flottiglia Mezzi d’Assalto, nota anche come La Decima o Xª MAS) e “nasce” dalla I Flottiglia MAS che viene così ribattezzata in onore alla legione preferita di Giulio Cesare, nel marzo 1941. Di stanza a La Spezia, comprendeva fanteria di marina e reparti antipartigiani. Alleata alla Germania nazista e parallela alla Repubblica di Salò, nella parte iniziale del conflitto fece varie operazioni di affondamento di unità alleate come unità speciale della Regia Marina. Il primo maggio 1943 il comando viene affidato a Junio Valerio Borghese; http://www.fascismo22.altervista.org/XMAS.htm ; durante i  successivi due anni opera affiancando reparti tedeschi dopo lo sbarco di Anzio, sulla Linea Gotica, nel Polesine e in operazioni contro la resistenza, con metodi di repressione così violenti da essere considerati  crimini di guerra (Giorgio Bocca, Storia dell’Italia partigiana, p. 478):

[39] Il Battaglione “Intra” ricostituito ad Aosta il 15 febbraio 1944 e inquadrato nel 1° Reggimento Alpini che venne schierato in Liguria, nella Riviera di Levante, in funzione antisbarco a difesa del settore compreso tra le direttrici Rezzoaglio-mare e Passo del Bocco-Lavagna, con il Comando di Battaglione collocato a Zoagli. A fine ottobre il Battaglione ”Intra” iniziò il trasferimento verso il fronte della Garfagnana dove, dal 28 ottobre, entrò in linea nella Valle del Serchio. Ebbe in consegna il settore che andava dal Monte Altissimo al Monte Grottorotondo, passando per il Monte Corchia, la Pania della Croce e la Pania Secca, una linea per alpini, per l’altitudine e l’asprezza della montagna, costituita da vette elevate e molto aspre. Sul Monte Altissimo si collegò con la 148a Div. tedesca, che presidiava il versante occidentale delle Apuane sino alla costa. Data la lunghezza della linea difensiva, vennero presidiati solo i punti in cui più facile poteva essere l’accesso del nemico.

[40] Gierut pg 96; collegata con i tedeschi tramite un filo del telefono che passava per la cosiddetta “zona Sciamino”.

Questa voce è stata pubblicata in Divulgazione, Storia, Zona Nera: Sant'Anna di Stazzema, 12 agosto e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.