Salento 2016: “Lu sule lu mare lu ientu”… [1]

Lu sule lu mare lu ientuUna settimana in Salento, una scoperta. Case bianche e terra rossa, vento  come quello del deserto. Muri a secco e pietra grigia, il ronzio delle api e l’odore caldo di erba e sale.  Ulivi centenari e fichi d’india: ho pensato alle origini, all’antica Grecia. Il bianco delle case mi ha riportato nell’Andalusia e fra le strade di Maiorca, con un pensiero forse all’Alhambra di Granada. Il caldo delle ore meridiane, il cristallo gelido dell’acqua di mare sono come la Sardegna nei dintorni di Suez: un insieme di mondi che pensavo separati e che invece qui si mescolano e diventano altro. E poi il sole. Non lo puoi guardare ma lo vedi per dodici ore in questa stagione e lo senti che ti arrostisce sotto i vestiti, a fuoco lento, perché non c’è fretta qui. I campi, i pilastri dei vecchi cancelli, i sassi caduti, sono quelli di mille anni fa. Se chiudo gli occhi mi sento una lucertola, una cicala, un fiore giallo fra le spine, che aspetta con tranquillità la fine del mondo.

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Cosa ho visto

Le meraviglie della Puglia tolgono il fiato. Impossibile vederle tutte in una volta, c’è voglia di tornare. “Meraviglia” però  significa sorpresa per l’inaspettato, che può essere bello come spiacevole. Ho avuto modo di conoscere entrambi gli aspetti.

Scendendo verso sud, dopo l’Irpinia, il paesaggio si fa più dolce. Basse colline coltivate, qualche casa isolata in mezzo ai campi. “Puglia, granaio d’Italia”, mi ricordo dalle elementari. Poi iniziano le pale eoliche e tutto diventa alieno, una strana scena da Guerra dei Mondi in cui la Terra ha perso.eolico-daunia- ofanto

Le pale sembrano piccole da lontano, ma passandoci sotto sono enormi. Non voglio pensare a tutte le mie convinzioni sull’energia, sporca, pulita, eolica, solare perché in questi giorni ho deciso di staccare la spina – in senso letterale e non – ma l’effetto è disturbante. Mi torna in mente di straforo qualcosa che ho letto: l’eolico stermina l’80% dell’avio-fauna, ovvero gli uccelli, in particolare quelli notturni, e i pipistrelli. Sarà vero questo dato? Non lo so, però trovo su Google le dimensioni della struttura: la torre è alta fino a 130 metri e le pale lunghe circa 80 metri. Penso che, nel migliore dei casi, è una strage se gli uccelli non imparano a evitare queste wind farm, peggio di qualsiasi squadrone di cacciatori assatanati. E mi impongo di pensare al tutto in un secondo tempo. Durante il viaggio di ritorno, mi renderò conto che in questa zona non c’è niente che vola.

Per fortuna, il Salento mi aiuta a concentrarmi sul bello.

Sassi...

Sassi…

 

 

 

 

Uliveto natural 2

Uliveti

Tramonto

Tramonto

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